Come coinvolgere subito il lettore? L’incipit di un romanzo o di un racconto nasconde spesso un microcosomo di sintassi e di estetica che ha come funzione quella di attirare il lettore e coinvolgerlo emotivamente fin dal principio. Tecnicamente si dice che è bene iniziare in medias res, cioè attaccare nel mezzo della cosa o dell’azione. Vediamo subito un esempio per capirci. Prenderò l’incipit del mio romanzo:
Come una bestia in fuga che serra il bottino tra le fauci, così la camionetta procedeva lentamente nel fitto della foresta. A bordo, incuranti dei solchi che il mezzo lasciava sul terreno, sedevano il maresciallo Badas e il brigadiere Mura.
Come forse hai potuto notare l’inizio di narrativa del mio romanzo proietta immediatamente nel vivo dell’azione e suscita nel lettore alcune domande: Chi è alla guida e dove sta andando? La metafora della bestia che con la sua preda avanza nel fitto della foresta alla stessa stregua della camionetta fa pensare a uno scenario truculento ed infatti trattandosi di un giallo le premesse ci sono tutte. Pur non trattandosi di una regola fissa a cui attenersi il mio consiglio dunque è di seguirla, a meno che non sia già scrittori affermati. Ma per uno scrittore alle prime armi iniziare in medias res potrebbe fare la differenza tra l’essere notati o meno da una casa editrice. Molti scrittori del passato non seguivano questa regola e probabilmente al giorno d’oggi non sarebbero stati pubblicati.
Vediamo adesso alcuni esempi di incipit di scrittori affermati e riflettiamo insieme sulla struttura sintattica usata per introdurre il lettore nel mondo narrativo.
Di tutta l'estate che trascorsi nella città semivuota non so proprio che dire.
Nonna conobbe il Reduce nell'autunno del 1950.
Arrivava da Cagliari per la prima volta in Continente. Doveva compiere quarant'anni, senza bambini perché su mali de is perdas glieli faceva sempre abortire nei primi mesi. Allora, con il suo soprabito a sacchetto e le scarpe alte coi lacci e la valigia del marito quando era sfollato in paese, fu mandata alle Terme per curarsi.
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Si tratta di tre incipit molto diversi tra loro eppure efficaci perchè hanno il pregio di proiettare il lettore in medias res. Cesare Pavese esordisce con una preposisizione semplice, circostanza che determina in chi legge un senso di sospensione che porta il lettore ad avanzare di qualche parola per scoprire la parte principale. Anzitutto notiamo come non segua il classico schema: soggetto, verbo, oggetto. Questo aspetto della costruzione della frase fa si che il lettore si soffermi sul significato delle singole parole. Il risultato è che il lettore segue con attenzione tutta la frase nel tentativo di coglierne il significato.
Nel caso invece di Milena Agus, si osserva come la scrittrice introduca fin dalla prima riga i protagonisti della storia, la nonna e il reduce. La Agus inoltre ci fornisce qualche informazione circa il periodo in cui il romanzo è ambientato, il 1950, e la malattia di cui soffre la protagonista che a quarantanni non riesce ancora ad avere figli. Pur non riccorrendo a una stuttura sintattica estremamente originale come nel caso di Cesare Pavese, Milena Agus ottiene lo stesso risultato di creare nel lettore curiosità e desiderio di conoscenza e lo proietta all’interno della storia.
L’incipit utilizzato da Garcia Marquez è ben strutturato dal punto di vista della sintassi e proietta il lettore nel vivo dell’azione creando un’anticipazione di eventi che avverranno nel prosieguo della storia. L’utilizzo dell’ espressione temporale Molti anni dopo e il conseguente inciso, di fronte al plotone di esecuzione, pongono il lettore davanti a un dilemma che soltanto continuando la lettura potrà svelarsi.
Ed ora qualche esercizio. Traendo spunto dagli esempi che ti ho proposto prova a scrivere l’incipit di un tuo racconto o romanzo. Prova a descrivere per esempio, un piatto di minestra o di pastasciutta utilizzando una di queste parole: Che – Per quanto – Non sapevo – Volendo – Difficilmente – Chiunque – Poichè. Potete scrivere sette descrizioni differenti ovvero una soltanto. Una paginetta può bastare.